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La vita privata degli oggetti sovietici
Mario Bonanno, Sololibri, 09.11.2012
http://www.sololibri.net/
 

Possono una borsa a rete per la spesa, le galosce di gomma, un distributore pubblico d’acqua gassata e persino i rotoli di carta igienica raccontare lo spirito dei tempi? Riferire degli usi e consumi, delle abitudini di un popolo? In altre parole e nella fattispecie: possono le “merci” (le cose) raccontare il mondo dell’ex Unione Sovietica? E’ quanto riesce a fare Gian Piero Piretto nel suo “La vita privata degli oggetti sovietici. 25 storie da un altro mondo” (Sironi Editore, 2012), excursus nella memoria collettiva della Russia comunista, con il pregio della lievità e della ricerca antropologica al contempo. Un po’ specchio del desiderio merceologico (nella Nazione anticapitalistica per eccellenza), un po’ analisi “filosofica” sugli oggetti, lo studio di Piretto viene ad articolarsi come una parabola sul design e la culturale del tempo (russo) che fu, uno sguardo seducente e inedito gettato oltre la vecchia “cortina di ferro”, sgombro da pregiudizi ideologici e da altri stereotipi.

I venticinque “oggetti” indagati in queste pagine (ma un lungo capitolo è dedicato anche ai non-oggetti, quelli anelati ma di difficile reperibilità nell’austero microcosmo dell’URSS) sono articoli di uso comune (dalle bottiglie di vodka ai barattoli per le conserve, dalle monete per le telefonate alla contromarca del guardaroba), di cui è narrato con dovizia di particolari genesi, funzione, impiego, “fortuna” presso l’immaginario collettivo dei cittadini russi. Un’oggettistica traslata di significato, capace di penetrare nella vita quotidiana più e meglio di certa chincaglieria “di facciata”, da negozio da souvenir per turisti. Coniugando studi e esperienza personale (Piretto insegna Cultura russa e Metodologia della Cultura visuale all’Università di Milano) a rimandi artistico-letterari, l’autore allestisce l’affresco “dal basso” di quello che è stato un “altro mondo” - nel senso autentico della parola, non in accezione negativa -, non tralasciando il piano della speculazione teorica, attraverso le molteplici implicanze del rapporto uomo-cose. Un legame intrinseco tra merce (feticcio) e possessore, riscontrabile anche - a maggior ragione - nelle nostre società iper-consumistiche.

Questo di Piretto si impone come un saggio corposo, utile, penetrante, riccamente illustrato, il ritratto collettivo e di uso comune della super-potenza che fu, senza il livore del pregiudizio e/o della strumentalizzazione. Ideale per nostalgici, studiosi o semplici collezionisti di cose del passato.

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