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MASSIMO CASSANI: "PROSTITUZIONE A MILANO: UN CASO TOSTO PER MICUZZI"
Simone Sacco, Milanoweb, 20.11.2009
http://www.milanoweb.com

Intervista all'autore di "Pioggia Battente", la nuova indagine del poliziotto col toscanello.

A circa un anno di distanza dal brillante esordio con Sottotraccia, il riservato Massimo Cassani torna sulla scena del giallo italiano (e milanese d'ambientazione...) con la seconda avventura-indagine del suo azzeccatissimo commissario di polizia (ed alter ego?) Sandro Micuzzi: vale a dire il bel romanzo Pioggia battente.

Questa volta il poliziotto "dallo sguardo bovino" (ma - attenzione! - solo quando si estrae dal brusio della gente per correre dietro a qualche sua divagazione logico-intuitiva...) amatissimo dalla redazione di Milanoweb sarà coinvolto in uno scandalo legato alla sfruttamento della prostituzione colluso, in qualche maniera, alle alte sfere del potere economico e politico nazionale.

E, dati gli inquietanti avvenimenti di cronaca delle ultimissime ore, non vi neghiamo che questa intervista - mentre la redigevamo - ha subito assunto tutto un altro "tenore". Come se la realtà, stavolta, avesse davvero superato l'aspetto fantastico della vicenda criminosa...

Ma diamo immediatamente la 'parola' a Cassani.

Credi che, alla luce di "Pioggia Battente", sia nato un Massimo Cassani "scrittore seriale" come – uso paragoni impegnativi, lo so... – Giorgio Scerbanenco e Georges Simenon?

"Sì, dici bene, sono paragoni impegnativi e, se ti rispondessi affermativamente, peccherei con molta probabilità di immodestia pura (sorride, Nda)... Ogni nuovo romanzo, sebbene segua un unico filone, è sempre una scommessa a sé. Qui resta ancora da capire se i Micuzzi resteranno due, come ora, oppure se in futuro si moltiplicheranno…"

La scorsa estate, parlando di "Sottotraccia", mi raccontavi che "Pioggia Battente" era già fatto, finito e consegnato all’editore. Quindi, fammi capire, quando hai scritto il tuo primo romanzo eri già convinto in partenza di dargli un seguito?
"Beh, le vicende del secondo episodio erano già state abbozzate in una serie di appunti e in un plot di massima, appena terminato lo stesso Sottotraccia. Per questo motivo, quando proposi a Sironi il romanzo, avanzai l'ipotesi che questo primo episodio potesse anche avere un seguito. Del resto, nello stesso Sottotraccia ci sono vicende che, secondo me, meritavano uno sviluppo. Come il ritorno di Corinna Bottacchi o la vicenda umana di Margherita, la ex moglie di Micuzzi."

"Sottotraccia" è un romanzo molto climatico, se mi passi il termine, visto che cominciava in inverno con un delitto e finiva in primavera con la risoluzione dell'indagine. Qui tanto, per essere chiari fin da principio, si parla di fredda "Pioggia Battente"… Solo un caso?
"Il clima, nella vita e nei romanzi, è molto importante. Spesso determina l'umore delle persone, sottolinea stati d'animo, li enfatizza, per assonanza o per contrasto. La prima cosa che notiamo, alla mattina appena usciti di casa, è proprio il clima, lo sentiamo dall'odore. Ci entra dentro senza che ce ne accorgiamo..."

In quest’opera si parla esplicitamente di prostituzione e, soprattutto, di sfruttamento della stessa. Ora, alla luce dei recenti e squallidi fatti di cronaca nera composti da escort, trans e fiumi di cocaina, credi che certi scrittori possiedano determinate doti divinatorie?

"E' la 'forma romanzo' stessa che ha la caratteristica di leggere nella realtà ciò che poi viene portato a sintesi nel racconto scritto. Che il potere richiami a sé soldi, sesso e violenza non è una scoperta della cronaca. Oltretutto Pioggia battente è stato scritto nel 2007, quindi più che rivolgersi alla cronaca è ispirato alle dinamiche di poteri e sottopoteri che fioriscono nel Palazzo e all'ombra del Palazzo. Pensa a 1984 di George Orwell, scritto nel 1948 e pubblicato l’anno successivo: era ispirato a quella strana interpretazione di comunismo che ne aveva dato Stalin, ma la sua attualità è trasversale anche in certe istituzioni formalmente democratiche."

Che cosa hai aggiunto al commissario Micuzzi di "Pioggia Battente" rispetto a quello esordiente di "Sottotraccia"? Credi che ci sia stata un'evoluzione del personaggio oppure hai preferito attenerti alla tradizione per non deludere troppo il lettore?
"Micuzzi è sempre Micuzzi, con il suo toscanello in bocca, i suoi capelli rossicci arruffati, i suoi tic, le sue distrazioni (ed i suoi occhi bovini, aggiungeremmo noi... Nda). Credo però che sia un po’ più disilluso, più disincantato. In Sottotraccia in fondo la sua realtà – personale e lavorativa - era sul punto di cambiare e lui lo avvertiva, senza averne perfetta consapevolezza. In Pioggia battente, invece, certe frittate ormai sono fatte e lui deve solamente prenderne atto. Capita così anche nella vita, del resto: annusiamo il cambiamento e la cosa ci rende inquieti. E quando poi il cambiamento avviene, a volte, restiamo come impotenti di fronte alla vita stessa. Salvo poi riprenderci e ricominciare su basi nuove..."

Permettimi una provocazione: è probabile che, a livello di vendite, "Pioggia battente" andrà meglio del suo predecessore perché qui dentro c’è il sesso, mentre nell'altro un'indagine più cerebrale…
"Beh, in Pioggia battente il sesso c’è, ma in realtà non si vede (ride, Nda) ! A parte una fugace scena di letto, che comunque c’era anche in Sottotraccia, non troviamo altro. Se venderà di più – ma qui incrocio le dita e chiudo gli occhi – è perché i lettori hanno già dimostrato di essersi affezionati al protagonista e ai personaggi minori: gli agenti Teneriello, Salada e Lariccia e all'inossidabile agente Rosaria Della Vedova, sempre più partecipe delle vicende del suo capo. E con loro i librai che al 'nuovo' Micuzzi  – almeno a Milano, dove vivo – hanno riservato un posto speciale sugli scaffali."

Il tuo rapporto di amore-odio verso Milano mi sembra ancora più accentuato in questo tuo nuovo romanzo. Concordi?
"Amerei e odierei anche Parigi, Londra o Tokio, se abitassi lì. D’altra parte più si ama la realtà in cui si vive, più si diventa esigenti. Non mi piace la parola 'tollerenza', preferisco 'accettazione'. Ecco, vorrei che Milano recuperasse la capacità – che per altro ha sempre avuto - di 'accettare' e di elaborare la diversità per arricchirsi da questo processo. Tutto questo detto da un non milanese di nascita, ma di adozione."

Quali sono i tuoi colleghi giallisti milanesi a cui vorresti fare un plauso? E, emigrando da Milano, che ne pensi di uno scrittore di razza come Donato Carrisi? E’ innegabile ormai che il thriller italiano dell’anno (su Faletti sorvoliamo volentieri…) l’abbia scritto lui con "Il Suggeritore"...
"Milano ha sempre espresso penne molto felici, nel giallo/noir e non solo. Come autore di romanzi non penso di esser nelle condizioni di esprimere un giudizio. Come semplice lettore, mi piace molto Giuseppe Genna, quando si misura con il genere, per la sua capacità di raccontare storie mai fine a se stesse, ma dalle quali traspare sempre un pezzo di storia di Milano come specchio della storia d'Italia. Carrisi non l’ho ancora letto e so di essere rimasto uno dei pochi, ma rimedierò. Su Faletti credo che sia cominciato il tipico tiro al piccione riservato a chi vende molto. Non amo particolarmente il thriller, ma penso sia normale che un autore viva fasi differenti, in cui riesca a esprimersi in modo diverso."

Qual è stato il complimento più bello che è stato rivolto al tuo caro commissario Sandro Micuzzi e di conseguenza pure a te?
"Una tua collega ha detto che i miei romanzi sono onesti. Mantengono quello che promettono. Ecco, questa cosa mi piace, mi piace pensare che questa cosa venga percepita da chi legge."

E’ vero che, prima o poi, ti vedremo nelle vesti anche di narratore non concentrato esclusivamente sul giallo?
"Affermativo: è vero che mi piacerebbe. Vedremo col tempo cosa succederà..."

Credi che Micuzzi tornerà nelle vesti di protagonista di una terza indagine in quel di Milano?

"Micuzzi è un personaggio schivo, un po’ umorale. Oltre che pigro. Bisogna capire se avrà ancora voglia di uscire dal guscio. Al momento so che Ambra Catteneo, la sua amica giornalista, gli ha già lanciato una provocazione. Lui ha scrollato le spalle, come a dire che non si farà coinvolgere dal suo progetto. Ma ho saputo da Rosaria Della Vedova che nel frattempo Ambra si è ficcata in un brutto pasticcio. E chi la tirerà fuori, secondo te?"

Ultima domanda: come intendi muoverti per la promozione su Milano di "Pioggia Battente"? Dobbiamo già segnarci in agenda determinati eventi?
"La presentazione ufficiale avverrà il 10 dicembre, alle 18.30, alla libreria Feltrinelli di piazza Piemonte. Lo presenteranno Giulio Mozzi, scrittore e consulente editoriale, oltre che 'scopritore' ufficiale di Micuzzi, e Luca Poniz, sostituto procuratore presso la Procura di Milano. D'altronde, per un romanzo che parla di rispetto delle regole, chi meglio di lui?"
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