Sei un docente di ruolo?
Su alphatest.it puoi acquistare tutti i libri del catalogo Sironi Editore
con il bonus docenti 2017/2018.
 
Vuoi registrarti oppure effettuare il tuo login? Clicca qui
Home
Il catalogo completo
Libri in arrivo
Le recensioni
indicativo presente
Questo e altri mondi
Galįpagos
La scheda
Leggi gli articoli
Commenta il libro
Consiglia a un amico
Aggiungi al carrello
Fuori collana
Spore
I ferri del mestiere
La scienza in tasca
Semi di zucca
Elvis Riboldi
Cerca nel sito
Mailing list
Scrivici
Area utenti
Registrati
English 
Acquistare online
F.A.Q. tecniche
Condizioni generali
Foreign rights
Se Venezia fosse a ovest di Palermo
Elisa Chiari, Famiglia Cristiana, 15.07.2012
La geografia come non l'abbiamo mai studiata: allegra, divertentem paradossale, eppure vera.


Abitiamo in un'era di mondo reso piccolo da grandi e rapide migrazioni, di natura che ogni tanto dà segni di ribellione. Si direbbe che conoscere un po' di geografia sia sempre più utile a decifrare quello che ci accade. E invece la studiamo meno di un tempo e appena possiamo ce la scordiamo. Ora però, Paolo Gangemi, autore di Piccolo libro delle curiosità sul mondo, matematico con la passione per mappe, annessi e connessi, prova a confutare divertendo (e divertendosi) i nostri pregiudizi consolidati.
- Partiamo da una provocazione: al tempo del navigatore satellitare a che serve studiare la geografia?
«A conoscere e capire il mondo, come sempre. Il Gps? Dipende da come lo si impiega: può impigrire è vero, ma anche aiutarci a guardarci intorno di più e meglio. E un po' come per la calcolatrice in matematica: faccio fare alla macchina la divisione, ma mi concentro sulla soluzione del problema».

- A proposito lei è un matematico, scrive di geografia: è un modo di ristabilire una contiguità
storica?
«Forse indirettamente, ma è soprattutto il modo per sfogare una passione coltivata fin da bambino».


- La sua geografia è divertente, perché la geografia degli altri è considerata noiosa?
«Temo che dipenda dal fatto che, come la matematica, non può prescindere da una fase di apprendimento noiosello: per la matematica sono le formule, per la geografia il processo mnemonico di cui c'è bisogno per capire dove sta che cosa: è vero che è più interessante
quello che viene dopo, la parte relativa alla geografia umana e politica, ma se non sai dov'è Berlino difficilmente capisci le ragioni della sua importanza storica».


- Non è così per tutte le discipline? Perché solo alcune patiscono il pregiudizio?
«Tutto quello che si impara comporta una fatica iniziale: per apprezzare Italo Svevo devi avere imparato a leggere, è noioso anche quello, all'inizio, solo che lo facciamo da piccoli e ne dimentichiamo la fatica. Il problema semmai è che non aver letto Svevo è considerato un po` infamante per una persona colta. Invece non sapere niente di matematica e di geografia per molti anche colti è quasi un vanto, come se fossero pignolerie e non pezzi di cultura. Eppure c'è molto umanesimo nella geografia: non esiste geografia senza storia e viceversa. Nel libro c'è tanta letteratura e molta umanità, anche gli elementi si umanizzano».

Tutti i diritti degli articoli della rassegna stampa di sironieditore.it di proprietą dei rispettivi autori/testate/siti.
Testo riprodotto unicamente a scopo informativo.

Acqua fresca?
di Silvio Garattini
Galįpagos
"L'idea fondamentale. Intervista a Fabio Toscano" di Carlo Silini, Corriere Ticino
"Il cervello geniale che valeva per due" di Giulia Villoresi, Il Venerdģ di Repubblica
"Come funzionava la testa di Leonardo" di Giovanni Caprara, Sette, Corriere della sera

Sironi Editore č un marchio di Alpha Test srl
via Mercalli 14 - 20122 Milano
tel. 02 5845981 - fax 02 58.45.98.96