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TRA DIGITAL KIDS E NONNI CYBER MA SEMPRE UMANI
Giovanni Marinetti, Il Secolo d'Italia, 15.11.2009
UN VIAGGIO TRA ALTO E BASSO, MODERNO E ANTICO, TRA SCIENZA E RICORDI, SCRITTO IN FORMA DI EPISTOLARIO (ELETTRONICO)

Se dovessimo immaginare il mondo (intellettuale) come una battaglia eterna tra "apocalittici" e "integrati", con Perché la tecnologia ci rende umani. La carne nelle sue riscritture sintetiche e digitali di Stefano Moriggi e Gianluca Nicoletti (Sironi editore, pagg 219, 19 euro), oggi gli "apocalittici" hanno subito un gran bel colpo. Sì, un bel colpo assestato proprio a quel punto di vista che concepisce i mass media quali mezzi di alienazione delle masse urbane oltre che di manipolazione della vita politica e sociale. Nel suo saggio del 1964, Apocalittici e Integrati, Comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa, Umberto Eco definiva l`apocalittico un «moralista culturale, colui che, con indubbia intelligenza, individua l`apparizione di nuovi fenomeni etici, sociologici, estetici: ma una volta fatto questo si sottrae all`impegno più pericoloso, che è quello di porsi ad analizzare questi fenomeni e cercare di capirne le cause, gli effetti a lunga scadenza, le particolarità di "funzionamento"», la causa di tutto questo, poi, è che «preferisce, con la stessa intelligente acutezza, bollarli alla luce di un preteso "umanesimo" e relegarli tra i portati negativi di una società massificante e fantascientifica».

Ecco, già nel risvolto della copertina del libro di Moriggi, filosofo della scienza, e Nicoletti, giornalista sofisticato e cronista del mondo virtuale, viene superata l`angoscia dell`apocalittico, ma anche le posizioni estreme dell`integrato. Assieme, confrontando i loro due mondi, si sono posti il problema del dover decifrare nuovamente e con un nuovo sguardo questioni che da sempre scandiscono la storia dell`uomo.

Le tecnologie estetiche, biomediche e digitali sembrano trasfigurare la nostra carne come mai è accaduto in altre epoche, e quale umanità verrà fuori da questo non si sa ancora, ma sicuramente il post-umano non esisterà mai: l`entusiasmo dei suoi profeti - secondo gli autori - è sciocco e illusorio quanto l`anatema degli apocalittici. Resteremo sempre umani e la tecnologia è forse la prospettiva privilegiata per leggere al meglio la nostra stessa evoluzione, mettendo in luce la plasticità fisica e intellettuale grazie a cui noi uomini sappiamo riscrivere la nostra natura. Nell`introduzione si legge: «Ciò che potrebbe meravigliare il lettore è il senso di euforica leggerezza che ci ha accompagnato in questa esperienza. Ci dispiace deludere chi preferisce perdersi nel rimpianto di ricordi e sapori perduti. Per noi è stato chiaro fin da subito che la una nuova comprensione del corpo, nell`evoluzione dei suoi rimandi simbolici, ci avrebbe imposto l`apparato tecnologico come specchio in cui cogliere il vivido riflesso di successive deformazioni della nostra carne e, quindi, anche di molteplici concezioni attraverso cui di epoca in epoca ci si è sforzati di comprendere e-definire l`essere umano in quanto tale».

Il libro è un viaggio tra alto e basso, moderno e antico, tra citazioni filosofiche e fatti di cronaca, scoperte scientifiche e ricordi personali, scritto in forma di epistolario (elettronico ovviamente) a partire proprio dalla "deriva" della carne e delle rivoluzionarie pratiche di ristrutturazioni di vivi e morti. E la riflessione inizia dalla carne dei santi, come il moderno Padre Pio, la "mummificazione" del suo corpo e la ricostruzione del suo viso col silicone, in un continuo rincorrersi tra il reale e la sua rappresentazione, l`originale e la sua copia, alle volte infinita e democratica ma anche livellante e corruttiva. E tutti i discorsi ritornano alla carne, alla natura, all`uomo che deve confrontarsi con lo spirito.

L`importante è non demonizzare la tecnologia, e, per rimanere in ambito religioso, viene citata la nuova "reliquia digitale" - ossimoro, ma cosa sono allora le foto e le immagini di Giovanni Paolo II ormai morto? - e lo sbarco su Youtube del Vaticano deciso da Benedetto XVI che capisce da parte sua che «il desiderio di connessione e l`istinto di comunicazione così scontati nella cultura contemporanea, non sono sono in verità che manifestazioni moderne della fondamentale costante propensione degli esseri umani ad andare oltre il se stessi per entrare in rapporto con gli altri».

Le tecnologie che hanno sconvolto non solo l`orologio biologico, ma anche le tradizionali scansioni e ritualità di relazioni ed emozioni, dunque. E qui arriviamo alla tecnologia che dilata le facoltà dell`individuo non semplicemente nei termini di un prolungamento, di un potenziamento, ma che rimodella a livello pratico, cognitivo e, appunto, emotivo le condizioni di abilità e di penetrabilità del mondo. Tra anziani più cyber dei loro nipoti e una generazione di digital kids (nativi digitali) dotati di un nuovo brainframe (cioè un nuovo modo di codificare il mondo, secondo de Kerckhove) è la comprensione dei rapporti tra gli uomini una delle parti più interessanti del libro.

Rapporti forse più "liquidi", come nella celebre definizione del sociologo Bauman, forsemeno solidi, forse sbiaditi dal moltiplicarsi delle possibilità di "connessioni" tra gli individui, sicuramente più veloci, ma non per questo privi di quell`alito di vita e di voglia di vivere il presente che nessuno strumento tecnico può rendere meno sincero.

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