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L’uomo che visse due volte
Enrico Bellone, Le Scienze, 01.03.2008
I giorni straordinari di Lev Landau, genio sovietico
Ben vengano i libri che fanno pensare. Ed è questo il caso della biografia del fisico teorico russo Lev Landau, scritta da Fabio Toscano. Un libro che ci costringe a ricordare quello che accade quando la politica vigila sulla scienza usando ricette filosofiche alle quali si attribuisce il valore di verità indiscutibili. Una filosofia prima, insomma: che è al di sopra di tutto e di tutti. Grazie a quest’ultima, la vita di Landau si sviluppò in un regime dove era obbligatorio scegliere tra una scienza «borghese» che rovina l’uomo, e una «proletaria» che genera la felicità.
Lev Davidovic Landau nacque il 22 gennaio 1908 a Baku in Azerbaigian, e fu davvero, come annota Fabio Toscano, un «geniale, stravagante, trasgressivo e spesso irriverente protagonista della scienza internazionale del XX secolo». Sulla genialità, impossibile avere dubbi: aveva 14 anni quando entrò all’Università di Bak, e diciotto quando pubblicò il suo primo articolo sui rapporti tra la teoria dei quanti e la relatività ristretta. E aveva ventun’anni quando, con una borsa di studio, arrivò nell’Europa occidentale. Nei successivi 18 mesi visitò Germania, Svizzera, Olanda, Inghilterra, Belgio e Danimarca, ed ebbe l’opportunità di discutere con scienziati come Ehrenfest, Pauli, Bohr, o il russo Kapitsa, che allora viveva a Cambridge.
Fervente rivoluzionario, Landau rientrò in URSS nel 1931, con l’idea di portare la fisica teorica sovietica al livello di quella del mondo occidentale, e nel 1938 fu arrestato in quanto <<nemico del popolo>> e servo della fisica borghese. Kapitsa e Bohr si esposero al punto di scrivere una lettera a Stalin in cui chiedevano il rilascio del geniale fisico sovietico, che nel 1962 sarebbe stato insignito del premio Nobel per la fisica per la ricerca pioinieristicanella teoria dello stato condensato della materia, in particolare dell’elio liquido. E qui siamo appena a metà libro. Pagine da leggere con cura: nella difesa di una scienza libera dalla politica, infatti, non c’è spazio per errori o ingenuità.
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Testo riprodotto unicamente a scopo informativo.

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di Silvio Garattini
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"L'idea fondamentale. Intervista a Fabio Toscano" di Carlo Silini, Corriere Ticino
"Il cervello geniale che valeva per due" di Giulia Villoresi, Il Venerdì di Repubblica
"Come funzionava la testa di Leonardo" di Giovanni Caprara, Sette, Corriere della sera

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