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Le disavventure degli aspiranti scrittori
ADN KRONOS, 17.06.2006
adnkronos.com/
Roma, 17 giu. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Il desiderio di imparare a scrivere e' molto diffuso. Sono tanti coloro che, spinti da motivazioni diverse, ambiscono a diventare degli scrittori affermati. Il paradosso e' evidente. In Italia gli aspiranti ''letterati'' sono tantissimi anche se i lettori non rappresentano una fetta consistente della nostra popolazione. Le redazioni delle case editrici sono sommerse da manoscritti di vario genere con i quali gli autori rivendicano le loro competenze e le loro grandi capacita'. Manoscritti con cui viene coltivata la speranza di entrare nel ''pantheon delle lettere italiane''. Eppure, i fallimenti sono all'ordine del giorno. La selezione e' dura e rigida. I libri che vengono presi in considerazione costituiscono una parte limitata rispetto a quelli che finiscono al macero. Anche Giuseppe Braga ha coltivato a lungo la speranza di poter pubblicare un suo manoscritto frequentando le scuole di scritture che promettono di insegnare le tecniche migliori per stendere un testo efficace. Nel romanzo ''Ma tu conosci Joyce'' (Sironi editore) ripercorre, con una ironia disarmante, le sue esperienze osservando le disavventure dei candidati con cui si e' confrontato che hanno proposto le loro opere senza troppo successo. __L'autore comincia subito a spiegare quali sono gli elementi centrali che caratterizzano la passione per la scrittura. ''Scrivere - afferma all'inizio del suo libro - non puo' essere considerato un hobby e chiunque ha praticato sa. Non puo' venire paragonato ad un corso di tennis o di nuoto. O magari di chitarra, quattro note e via. Quando si parla di scrittura creativa c'e' ben poco da ridere. A partire dagli organizzatori''. Quanti sono coloro che desiderano abbracciare il mestiere dello scrittore? Dove si trovano? Come fare per individuarli? Braga non ha dubbi. Gli aspiranti si trovano dovunque. ''Le strade ne sono popolate, le metropolitane zeppe. Sei sul vagone e vai al lavoro e sai che di fianco ai tanti altri aspiranti scrittori e tu vorresti farli fuori''. __Poeti contadini, dotto o ignorante. Sono tante le ''specializzazioni'' che i rappresentanti di questa massa indistinta di letterati hanno acquisito nel tempo. La loro formazione rispecchia il mosaico culturale del nostro Paese. Le loro velleita' sono segnate dall'euforia, dalla speranza, dalla paura e dalle molteplici dimenticanze. L'autore segnala che, in molti casi, alcuni suoi ''colleghi'' dimenticano gli appuntamenti con le persone che potrebbero aiutarli. Altri, invece, parlano soltanto di se stessi e delle loro potenzialita'. L'universo degli aspiranti scrittori, insomma, e' variegato ed eterogeneo. E' animato da tic, manie e modi di fare che Braga annota con curiosita' e attenzione.
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