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Imitare l’imitazione dell'imitazione dell'...
Paolo Pegoraro, Letture, 15.06.2006
Con un titolo del genere, il libro di Berta ci getta davanti un qui pro quo da sciogliere subito: che cos’è la mimesi letteraria, come opera, che funzione ha? Il lettore è attore o spettatore? La copertina del libro parla chiaro; purtroppo lo scrivente è di parere opposto. La forza conoscitiva della letteratura non sta in uno sguardo cristallino e anaffettivo che riproduce le cose con balzacchiana pedanteria; la scrittura non è tersa vetrina che ci affaccia – estromettendoci – sullo spettacolo del mondo. Perché proprio quando lo scrittore si (ci) illude d’essere invisibile è onnipresente, e proprio quando si (ci) illude di raccontare solo gli oggetti, finisce col raccontare solo la sua scrittura: questo sostanzialmente è il postmoderno, l’annunciata fine delle grandi narrazioni che si è tramutata in infinito parlarsi addosso.
Di questo Berta sembra cosciente visto che il racconto più consistente, Imitazione della felicità, evidenzia proprio questa scoperta: la felicità non si trova nel mondo e neppure nella scrittura, ma nell’istante in cui la penna si poggia sul foglio trasfondendo il primo nella seconda. I racconti di Berta hanno anche dei bei soggetti – in particolare Regali di Natale – ma sono sostanzialmente racconti dalla parte dello scrittore, storie che Alice racconta restando dall’altra parte dello specchio. Finisco di leggere racconti come Imitazione del frigorifero o Imitazione di videoclip e mi chiedo: ora cosa so ne in più del mondo? Abbiamo anatomizzato la realtà, ma poi che ci resta, oltre ai brandelli del suo cadavere? Frank Kermode, nel suo Genesys of Secrecy, notava che a renderci infinita la lettura delle parabole di Kafka, dell’Ulysses di Joyce o dei romanzi di Thomas Pynchon sono proprio le loro reticenze, le loro sordità e cecità. «Solo le fratture sono interessanti», conclude il critico anglosassone, e così concludo anch’io: è l’assolutismo della lucidità che va infranto, perché l’insonnia della ragione genera mostri.
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