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Un prete in Montedison
Alberto Ballerino, Il Piccolo, 30.11.2005
Nel volume ‘Come un atomo sulla bilancia. Storia di tre anni di fabbrica’ Don Luisito Bianchi ricorda la sua esperienza a Spinetta
La nuova edizione del libro “Come un atomo sulla bilancia. Storia di tre anni di fabbrica” di Luisito Bianchi permette di riaprire il discorso su un aspetto importante della nostra storia, quella legata alla Montedison di Spinetta Marengo.
In questo volume l’autore racconta la sua esperienza di prete operaio nello stabilimento svoltasi tra il 1968 e il 1970. Il libro venne pubblicato per la prima volta nel 1971 e ora viene riproposto dall’editore Sirone.
L’esperienza di Bianchi alla Montedison iniziò il 5 febbraio 1968 come operaio turnista addetto alla lavorazione dell’ossido di titanio. Furono tre anni intensi, che ancora oggi don Luisito ritiene fondamentali nel suo percorso di vita. I protagonisti del libro sono gli amici che si trova in fabbrica. Figure potenti e suggestive, con i loro nomi biblici: Andrea, Matteo, Giovanni, Giacomo, Taddeo, Filippo, Tommaso.
Gli anni in cui Luisito Bianchi lavora alla Montedison di Spinetta sono molto importanti nella storia di questa fabbrica. È in questo periodo che finalmente gli operai e i sindacati trovano la forza di impegnarsi nelle lotta per la salute in fabbrica. Alla Montedison di Spinetta incidenti mortali erano all’ordine del giorno mentre c’erano reparti come quello dei Bicromati che negli anni successivi sarebbero stati chiusi perché gravemente nocivi per l’integrità fisica dei lavoratori.
Questo aspetto della fabbrica di Spinetta emerge drammaticamente anche dalla testimonianza di Luisito Bianchi.
«...Un morto- scrive - c’era già stato, a pochi passi dal mio reparto, risucchiato da una cisterna di nafta da uno spaventoso scoppio che ne aveva buttato a duecento metri di distanza il coperchio. Un altro ci sarà dopo qualche mese... divorato dall’acido, appena fuori dal mio reparto. Altri due coi polmoni bucherellati in un reparto vicino al mio, morti, però, all’ospedale, per malattia, evidentemente, per quel punto d’onore cui il padrone tiene tanto. Tre bruciati dall’acido, qualche anno prima, mentre pulivano una tina durante uno sciopero. E all’ingresso della fabbrica c’è una tabella dove si legge: in questa fabbrica non ci sono incidenti sul lavoro dal... al... I puntini non sono miei, sono proprio sulla tabella. Di date non ne ho mai viste scritte..».

Alberto Ballerino
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