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Polemica atomica
Piergiorgio Odiffreddi, L'Espresso, 27.10.2005
A fine aprile 1945, pochi giorni prima della capitolazione della Germania, dieci scienziati atomici tedeschi, fra i quali tre premi Nobel (Max von Laue nel '14, Werner Heisenberg nel '32, e Otto Hahn nel 45), furono catturati da un commando Usa e portati a Farm Hall, una sede dei servizi segreti inglesi, dove rimasero detenuti per sei mesi: fu lì che essi appresero, il 6 agosto, che gli alleati avevano costruito e usato la bomba atomica. La casa era piena di "cimici", e tutte le conversazioni degli scienziati furono registrate a loro insaputa. Declassificate nel 1992, sono ora pubblicate in una versione commentata in "Il club dell'Uranio di Hitler", con l'intento di mostrare che i nazisti non construirono la bomba perché «non seppero» e non perché «non vollero». I salti mortali del curatore (il fisico Jeremy Bernstein), parziale nei suoi commenti, non sono però sufficienti a smascherare la realtà dei fatti e delle dichiarazioni dei detenuti di Farm Hall, i quali ripetono in coro che, quando si parlò di costruire la bomba a un convegno del 1939, il 90 per cento degli scienziati si espresse a sfavore (Harteck), che non ci hanno mai lavorato (Gerlach), che ringraziano Dio di non essere stati loro a fabbricarla e ad averla usata per primi (Hahn), che non pensavano che gli Usa avrebbero osato tanto (Witz), che la storia ricorderà come in Germania, sotto il regime di Hitler, glli scienziati lavorarono allo sviluppo dell'uso pacifico dell'energia atomica, mentre quelli americani e inglesi svilupparono un'arma da guerra (von Weizsacker), e che se loro avessero realizzato e fatto scoppiare una bomba del genere, sarebbero stati giustiziati come criminali di guerra, per aver commesso la cosa più diabolica che si possa immaginare (Heisenberg). È radicalizzato - data la situazione storica di una guerra giusta - l'eterno dilemma degli scienziati: compiere azioni immorali in nome del >Bene, o rifiutarsi di farlo, pur essendo dalla parte del Male.
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