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Cacciatori di Dinosauri
Paola Nardi, PIKAIA il portale dell’evoluzionismo, 10.05.2005
eversincedarwin.org
Deborah Cadbury, nota divulgatrice scientifica e produttrice televisiva per la BBC, si cimenta in quest'opera che si legge con la stessa avvincente passione di un romanzo, e che racconta una storia rivoluzionaria attraverso le vicende umane di straordinari personaggi: la scoperta dei fossili piu' enigmatici e che maggiormente hanno acceso l'immaginazione sia dell'umanita' che del mondo scientifico. Siamo agli inizi del XIX secolo, in Inghilterra: una giovane donna del Dorset, Mary Anning, fa una curiosa scoperta: un cranio di cio' che si crede essere un antico coccodrillo.... Mary e' una dei primi cacciatori di fossili; lo fa per passione e soprattutto per mantenere la sua modesta famiglia. Si muove in un tempo che vede la geologia alle primissime armi, la paleontologia pressoche' inesistente ed una radicata visione biblica della storia della Terra, dettata dal clero intellettuale: le parole d'ordine sono Genesi, Creazione, Diluvio Universale..... Non c'e' posto per la preistoria, dato che tutti gli esseri viventi sono stati prodotti in un unico atto creativo insieme all'uomo moderno! Ma proprio ritrovamenti come quelli di Mary cominciano a indirizzare le menti degli scienziati verso "pericolosi" interrogativi: qual e' la natura degli enormi esseri riportati alla luce? Qual e' la loro relazione con gli strati geologici, e quindi con il tempo, in cui vengono ritrovati? Qual e' il ruolo delle estinzioni nella storia della Terra? Dove sono le prove del Diluvio? Dove sono le prove di un mondo animale e fisico immutabile dai giorni della creazione? La comunita' scientifica del tempo appare saldamente ancorata alle verita' bibliche, ma anche esponenti importanti della Chiesa Anglicana cominciano a porsi domande con grande onesta' intellettuale, e vero spirito scientifico, come il reverendo W. Buckland, che chiede l'aiuto del giovane e talentuoso George Cuvier per aiutare la giovane Mary ad identificare la vera natura dello strano coccodrillo. E' in questo quadro pieno di promesse che incontriamo il primo vero protagonista della nostra storia, quel Gideon Mantell, figlio di un modesto calzolaio e medico condotto, che si innamora presto del suo secondo mestiere: cacciatore e studioso di fossili dell'era secondaria, nella contea del Sussex. Con l'aiuto della moglie, fa subito scoperte interessanti: strani denti di quelli che sembrano carnivori ed erbivori, altre serie di ossa di quelli che appaiono subito come veri e propri giganti! Il giovane Mantell vuole scoprire, vuole capire, vuole farsi strada nell'olimpo scientifico, rappresentato dalla Royal Society e poi dalla Geological Society. Viene a conoscenza dell'ormai classificato Ichtyosaurus di Mary Anning, terribile rettile marino, conosce gli studi di Buckland attraverso l'incontro con Charles Lyell, gia' allievo del reverendo, e viene a sapere di ossa di un rettile gigante carnivoro cosi' simile ai suoi reperti! Nel 1822 e' pronto un accurato lavoro che descrive per la prima volta ufficialmente l'esistenza negli strati dell'era secondaria di lucertole giganti, ma per la prima e purtroppo non unica volta nella sua vita si scontrera' con lo scetticismo e la sufficienza dei membri della Royal Society, cosi' restii ad accettare le idee rivoluzionarie di questo medico di campagna.... Ma i tempi sono ormai maturi per l'ingresso dei rettili giganti nella discussione scientifica del tempo. Buckland e la Anning presentano la scoperta di Megalosaurus, feroce carnivoro terrestre, e di Plesiosaurus, rettile marino dall'anatomia quasi impossibile: in platea siede Mantell, che finalmente suscita la curiosita' di Buckland quando afferma di possedere anch’egli reperti di Megalosaurus ritrovati nella sua cava preferita della Tilgate Forest nel Sussex! Mantell annuncia presto al mondo la scoperta di Iguanodon, e poi di Hylaeosaurus! Nel 1825 Royal Society e Geological Society gli aprono le porte: sembra il definitivo volgere del destino di una storia a lieto fine, ma la storia rivelera' ancora molti dolorosi colpi di scena per il nostro eroe. E' comunque un'epoca d'oro per la scienza: la "sotterraneologia" e' ormai assurta a geologia, celebrata addirittura da Herschel come disciplina di pari dignita' con l'astronomia; anatomisti di fama stanno dipanando i misteri degli antichi dominatori della Terra; le idee evoluzioniste si stanno affacciando con sempre maggiore forza, specialmente dalla Francia: in questo senso l'embriologia, l'accurato studio dei piani corporei e la scoperta di "forme di transizione" stanno alimentando nuovi interrogativi e suggerendo l'idea di trasformazione degli esseri viventi da un disegno comune. Geoffroy Saint-Hilaire, erede di Lamarck, porta avanti queste tesi, nonostante la grande opposizione di Cuvier. E' in questi anni che matura il talento scientifico del giovane Richard Owen, il secondo protagonista della nostra storia. La sua innegabile grandezza si trasformera' anche nel suo tragico limite: ambizione, arroganza, gelosia, invidia saranno gli aggettivi che maggiormente caratterizzaranno la sua vicenda umana. La sua sete di potere, la sua quasi patologica necessita' di primeggiare annientando ogni potenziale concorrente, lo ossessionera' a tal punto da spingerlo ad azioni meschine di ogni genere: dal furto di scoperte scientifiche, all'offesa e ridicolizzazione di tanti validi colleghi, alla difesa ostinata di tesi discutibili. Owen fara' molta strada, sara' la massima autorita' scientifica inglese per anni: sara' lui a coniare il termine Dinosauri per un particolare gruppo di rettili terrestri del mesozoico, sara' consigliere scientifico di re, regine e principi, vorra' per se' il ruolo di erede del grande Cuvier e difensore dell'ortodossia religiosa contro l'eresia evoluzionista, riuscira' a costruire quello che considera il sommo monumento alla grandezza di Dio: il Museo di Storia Naturale a Londra. Mantell, nonostante la fine prematura, riuscira' comunque a raggiungere i suoi traguardi scientifici e ad essere insignito delle piu' alte onorificenze nel suo campo: la sua intelligenza e il suo grande impegno saranno ricordati dalle grandi menti del tempo, ad eccezione, naturalmente, di Owen. Proprio con l'affacciarsi alla ribalta di Darwin e Huxley, il suo fedele e brillantissimo mastino, il prestigio scientifico di Owen declinera' inesorabilmente, grazie al rigore scientifico delle nuove teorie evoluzionistiche e all'insostenibilita' di vecchie e superate idee ancora legate al disegno intelligente (c'e' niente di nuovo sotto il sole?!?) di un creatore super-naturale. Alla fine della storia resta la meravigliosa eredita' scientifica di quei decenni e la vicenda umana appassionante e drammatica al tempo stesso di tanti protagonisti. Al termine della lettura viene voglia di saperne di piu' sul contributo che lo studio dei dinosauri, e piu' in generale dei rettili del mesozoico, ha comportato per la comprensione dei meccanismi evolutivi: a questo proposito un buon testo e' L'enigma dei Dinosauri, di John Wilford, gia' vincitore del premio Pulitzer per la sua professione di divulgatore scientifico nel 1984 e nel 1987. Interessante e' anche la storia di William Smith, considerato il padre fondatore della geologia, narrata ne: La mappa che cambio' il mondo, di Simon Winchester, edito nel 2001 da Ugo Guanda Editore. Infine, se si vuole vedere da vicino cio' che il libro della Cadbury cosi' efficacemente descrive, ed insieme l'eredita' umana e scientifica del controverso Richard Owen, ci si puo' addentrare nelle sale e nelle collezioni del Natural History Museum di Londra e visitare l'eccezionale Dino Directory; decisamente piu' modesto e' il piccolo Museo di Lyme Regis, cittadina del Dorset che ha dato i natali a Mary Anning e ai suoi eccezionali rettili marini!
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Testo riprodotto unicamente a scopo informativo.

L'universo accidentale
di Alan Lightman
Galápagos
"L'idea fondamentale. Intervista a Fabio Toscano" di Carlo Silini, Corriere Ticino
"Il cervello geniale che valeva per due" di Giulia Villoresi, Il Venerdě di Repubblica
"Come funzionava la testa di Leonardo" di Giovanni Caprara, Sette, Corriere della sera

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