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Quel calcolo che salvò Einstein: storia di un genio romagnolo
Valentina Desalvo, Repubblica, Bologna, 02.11.2004
Gregorio Ricci Curbastro, matematico di Lugo che aveva fatto l' università a Bologna, fu decisivo per la formulazione della Relatività Generale. La vicenda è illustrata in un libro appena uscito dedicato alle vite dei due personaggi e al loro incontro provvidenziale per lo sviluppo della fisica
La biografia "Il genio e il gentiluomo" di Fabio Toscano è uscita per Sironi e costa 18 euro La Relatività Generale di Einstein ha un cuore - matematico - romagnolo. Pochi lo sanno, ovviamente. Per fortuna ci pensa un bel libro di Fabio Toscano, laureato in fisica all'Università di Bologna, a raccontare questa storia, curiosa e appassionante, che fa incontrare lo scienziato che ha cambiato la fisica (e non solo) con un professore nato a Lugo, che studia a Bologna e poi alla Normale di Pisa, insegna a Padova e muore a Bologna nel 1925. Si tratta di Gregorio Ricci Curbastro, inventore del calcolo tensoriale, quello che permise ad Albert Einstein di avere, nel 1912, gli strumenti matematici adatti per costruire la teoria della Relatività Generale. Il libro di Toscano è "Il genio e il gentiluomo", una biografia incrociata dei due che mostra benissimo come la scienza possa essere affascinante. Perché Einstein era alle prese con una difficoltà quasi insuperabile: trovare uno strumento matematico capace di tradurre la sua teoria fisica. Provava e riprovava, senza successo. Finché scrivendo a Grossmann, collega del Politecnico di Zurigo, non scoprì che la maniera per far tornare i conti era già pronta. Ci aveva pensato Ricci Curbastro (cui è intitolata una scuola a Lugo) con il calcolo tensoriale, un apparat o algoritmico adatto alla Relatività. I due, per altro, si incontrarono solo una volta (un incrocio che Toscano definisce "predestinato") senza però concedersi nemmeno una foto insieme, anche se, in qualche modo, ognuno aveva fatto la fortuna dell' altro. Il calcolo tensoriale diventò, negli anni venti, uno strumento "famoso", Einstein risolse i suoi problemi. Ricci Curbastro però rimase comunque nell'ombra, per il carattere schivo. Lo stesso che gli aveva impedito di sfruttare prima le sue capacità: nato nel 1853, il matematico era stato capace, a soli 27 anni, di diventare professore straordinario di fisica matematica a Padova. Ma ci metterà 12 anni per diventare ordinario. E nonostante gli studi che gli avevano permesso di sviluppare quello che si trasformerà poi nel calcolo differenziale assoluto, non arriverà mai ad ottenere, personalmente, un riconoscimento ufficiale. Un gentiluomo quasi dimenticato, bocciato per due volte al premio nazionale di mmatematica, nonostante l' importanza dei suoi lavori. Nemmeno Einstein fu capace di fargli vincere quel titolo. Ora però è bello, proprio nei giorni del Festival della Scienza che si svolge a Genova, poter rileggere questa storia: una sorta di riscatto narrativo, quasi cento anni dopo, per le scoperte di Ricci Curbastro.
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Testo riprodotto unicamente a scopo informativo.

L'universo accidentale
di Alan Lightman
Galápagos
"L'idea fondamentale. Intervista a Fabio Toscano" di Carlo Silini, Corriere Ticino
"Il cervello geniale che valeva per due" di Giulia Villoresi, Il Venerdì di Repubblica
"Come funzionava la testa di Leonardo" di Giovanni Caprara, Sette, Corriere della sera

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