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Caccia ai dinosauri nell'Inghilterra dell'800
Edo Tagliento, L'Eco di Bergamo, 28.06.2004
Sui libri di testo utilizzati nelle scuole e nelle università, la scienza è presentata più o meno come un accumulo logico e consequenziale di conoscenze frutto della teoria e del controllo empirico.Si tratta certo di un’esposizione sintetica e coerente, che risponde all’esigenza di facilitare l ’apprendimento da parte del lettore. È buona norma,tuttavia, prendere ogni tanto in mano un libro come questo saggio di Deborah Cadbury, tradotto in italiano con il titolo di "Cacciatori di dinosauri " (Sironi Editore, pp.395, euro 23,00).
L ’invito vale per dimostrare come le vicende scientifiche possano avere una storia quanto mai ricca e tormentata, poiché il travaglio delle idee deve confrontarsi sempre e inevitabilmente con la società in cui scaturisce. Ed è questo il caso della scoperta dei primi fossili di dinosauri che, intrecciata con la nascita della scienza geologica, hanno cambiato per sempre la visione che l ’uomo ha della Terra su cui vive. La vicenda di come si originò questo mutamento epocale è nota a molti, ma vale la pena di ricordarla brevemente.
A cavallo tra il XVIII e il XIX secolo i ritrovamenti di animali fossili lungo le coste meridionali dell’Inghilterra cominciarono a diventare di una quantità e di un’importanza tali da non poter essere più ignorati in virtù di una lettura letterale della Bibbia, secondo cui il mondo fu creato in sette giorni, nel 4004 avanti Cristo, e che per questo non poteva aver subìto trasformazioni, né poteva aver ospitato in un’epoca remota specie viventi profondamente diverse da quelle attuali. Dagli strati di rocca antichi emergevano infatti grossi scheletri pietrificati di rettili che non avevano molto a che fare con i coccodrilli: sono quelli passati alla storia come i primi di specie per cui furono inventati nomi approssimativi e fantasiosi come ittiosauro (il "pesce-rettile ") o plesiosauro (il "quasi-rettile ").
Ma i tempi erano già maturi per una visione laica della conoscenza, anche in una società rigida e tradizionalista come quella vittoriana. Prova ne sia che tra i protagonisti di quella stagione di straordinaria accelerazione delle conoscenze scientifiche vi fu il reverendo anglicano William Buckland, dedito alla raccolta rigorosa di testimonianze sulla storia della Terra, per il quale la geologia era una "scienza maestra " con la quale investigare la firma di Dio.
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