Sei un docente di ruolo?
Su alphatest.it puoi acquistare tutti i libri del catalogo Sironi Editore
con il bonus docenti 2017/2018.
 
Vuoi registrarti oppure effettuare il tuo login? Clicca qui
Home
Il catalogo completo
Libri in arrivo
Le recensioni
indicativo presente
Le recensioni
La scheda
Leggi gli articoli
Commenta il libro
Leggi i commenti
Consiglia a un amico
Aggiungi al carrello
Questo e altri mondi
Galápagos
Fuori collana
Spore
I ferri del mestiere
La scienza in tasca
Semi di zucca
Elvis Riboldi
Cerca nel sito
Mailing list
Scrivici
Area utenti
Registrati
English 
Acquistare online
F.A.Q. tecniche
Condizioni generali
Foreign rights
Una casa, una bambina
Gaja Cenciarelli, Leggendaria, 15.04.2004
www.leggendaria.it
Innanzi tutto, la copertina. Cominciamo dall'opera di Silvia Levenson (splendido il titolo: Piccoli incidenti domestici), un cuore rosso e ferito che a un primo sguardo sembra preannunciare una storia mielosa, la solita storia d'amore e lacrime. A un primo sguardo, si diceva. Perché, dopo un esame più accurato si nota che, aggressivo e su fondo impietosamente nero, questo cuore immenso ha uno squarcio ricucito da un filo di ferro ed è composto da quelli che sembrano mattoncini rossi, uno accanto all'altro, (gli stessi che, all'inizio, suggerivano un colore compatto). Non a caso. L'incipit del romanzo di Bompani recita: "Hanno distrutto la mia casa vecchia. Muratori, pagati da non so chi. Con il permesso delle autorità pubbliche. [...]. Via lo spazio, via il tempo". Infanzia violata, oltre che infanzia dea. Una violenza che rade al suolo sentimenti e che lascia sospese le immagini di vita vissuta della autrice, invisibili a occhi estranei, ma perpetuate nel suo romanzo. È un periodo in cui l'autobiografismo si conferma una delle tendenze più spiccate delle giovani leve della letteratura (assecondando, forse, la necessità di fondere il particolare nell'universale, o il bisogno di riaffermare la propria voce in un mondo che è sempre meno di tutti, come sostiene anche Mario Capanna nel suo ultimo saggio intitolato Verrò da te, o sposando la tesi secondo cui, molto più semplicemente, nella particolarità si ravvisa, in fondo, l'universalità di certe emozioni). Che è un'arma a doppio taglio: più una storia ci riguarda, tanto più è difficile operare il cosiddetto "distacco" letterario.
Il libro di Bompani trova nell'autobiografia il suo punto di forza: unico, com'è unica la vita di ciascuno di noi, ma "universale" perché ciascuno di noi ha provato – almeno una volta nella sua vita – la sensazione di essere violato nei suoi sentimenti più intimi, di venire derubato di un'essenza e di una vita che si credevano eterne. E che, in questo libro, sono rappresentate da una casa e da una Bambina. Sono pagine molto intense e dure, quelle scritte da Bompani. Parole sferzanti e asciutte – e per questo ancor più laceranti, ancor più efficaci - che non concedono spazio all'autocompassione, agli aggettivi inutili e barocchi, ai lamenti. Il nucleo del suo romanzo è l'assenza. Il silenzio. Quello che non c'è, o che non c'è più. L'infanzia, la casa, le parole non dette, le scelte non fatte, le azioni omesse. L'autrice parla alla bambina che era – e alla quale il libro offre l'opportunità di rimanere per sempre viva – e questa dialoga, attraverso gli eventi presentati nel libro, con l'adulta che scrive, in un eterno fondersi di età e personalità, in un flusso di coscienza senza soluzione di continuità.
La Bambina – con la maiuscola – si rapporta al mondo esterno dall'interno delle quattro mura della casa. E per esterno s'intende tutto ciò che non è dentro di lei: quindi i genitori, gli animali, gli zii. La zia Amelia e la zia Marisa, per esempio, sono "dee greche", che le fanno conoscere i libri; mentre lo zio Ettore, a cui piace dipingere, è uno degli "zii sprecati", quelli che le interessa di più conoscere. C'è la voce "delle fonti", "delle radici", la voce "amorevole"; ci sono le fotografie di famiglia, a testimoniare che passato e presente in questo romanzo si mescolano, indistinguibili. Tutto si svolge davanti agli occhi della Bambina – grandi, scuri, inquietanti, scrutatori, come dimostra la sua foto ("Non è facile essere una bambina normale e anche strana, non puoi essere tutti, anche se la bambina lo voleva"), tutto comincia da lì, tutto diventa oggetto di esame, mettendo alla prova la sua capacità di comprensione.
È così che la Bambina diventa autrice di quelle pagine, sostituendosi all'"adulta scrivente", e presentandoci la sua vita. Un'azione di annientamento aveva lasciato macerie e ricordi davanti agli occhi dell'adulta: aveva cancellato, ridotto a niente la sua vita, svelandone i segreti. Il libro, al contrario, pur mettendo a nudo gli eventi e le emozioni, si costituisce come creazione, come creatura che si oppone al nulla, al sopracitato annientamento. Diventa, quindi, la casa della Bambina. Che riesce, perciò, a ricostruire le quattro mura entro cui vivere, esplorare, comprendere, osservare, per sempre.
Tutti i diritti degli articoli della rassegna stampa di sironieditore.it di proprietà dei rispettivi autori/testate/siti.
Testo riprodotto unicamente a scopo informativo.

Acqua fresca?
di Silvio Garattini
Galápagos
"L'idea fondamentale. Intervista a Fabio Toscano" di Carlo Silini, Corriere Ticino
"Il cervello geniale che valeva per due" di Giulia Villoresi, Il Venerdì di Repubblica
"Come funzionava la testa di Leonardo" di Giovanni Caprara, Sette, Corriere della sera

Sironi Editore è un marchio di Alpha Test srl
via Mercalli 14 - 20122 Milano
tel. 02 5845981 - fax 02 58.45.98.96