Sei un docente di ruolo?
Su alphatest.it puoi acquistare tutti i libri del catalogo Sironi Editore
con il bonus docenti 2017/2018.
 
Vuoi registrarti oppure effettuare il tuo login? Clicca qui
Home
Il catalogo completo
Libri in arrivo
Le recensioni
indicativo presente
Questo e altri mondi
Galápagos
La scheda
Leggi gli articoli
Commenta il libro
Consiglia a un amico
Aggiungi al carrello
Fuori collana
Spore
I ferri del mestiere
La scienza in tasca
Semi di zucca
Elvis Riboldi
Cerca nel sito
Mailing list
Scrivici
Area utenti
Registrati
English 
Acquistare online
F.A.Q. tecniche
Condizioni generali
Foreign rights
Costruire un'arma di sterminio grazie a Internet. Sembra facile…
Nico Pitrelli, L'Unità, 16.06.2003
Si sente dire spesso che basta un ricettario scaricato dalla Rete e uno scantinato per diventare un bioterrorista fai da te. Gli autori del libro "Armageddon Supermarket" hanno fatto un esperimento...
Il 2 giugno scorso, nel corso dell'usuale parata militare ai fori imperiali di Roma in occasione della Festa della Repubblica, c'era un gruppo che sfilava con tute bianche e maschere antigas: erano i membri di un corso speciale che dovrebbero agire in caso di attacchi nucleari o bioterroristici in Italia. Nelle stesse ore il Segretario di stato americano Colin Powell, in visita nella capitale italiana, in una conferenza stampa ribadiva che il motivo ufficiale della guerra a Saddam Hussein era la presenza sul territorio irakeno di armi di distruzione di massa. Per caso nello stesso giorno, in due importanti contesti istituzionali, sono risuonati pertanto i sinistri riferimenti a gas nervini, antrace e batteri mortali, quasi a voler rendere in un colpo solo l'immagine di un paese in cui, al pari di tante altre nazioni del mondo occidentale e degli Stati Uniti in primo luogo, la possibilità di attacchi terroristici con armi non convenzionali è percepita ormai come una minaccia concreta.
Basterebbe questo per affermare che il libro "Armageddon Supermarket. Le armi di distruzione di massa nella società della paura", pubblicato il mese scorso per i tipi della Sironi Editori, è decisamente attuale. Si potrebbe anzi dire che il tema di questo libro è prevedibile, facile a confondersi fra le tante pubblicazioni che sono uscite e usciranno sull'argomento, se non fosse che la tesi sostenuta in questo lavoro non è sicuramente ordinaria: mettere le mani su un'arma di sterminio non è niente affatto facile come hanno cercato di farci credere.
I due autori, Paola Coppola e Giancarlo Sturloni, compiono un percorso a metà tra l'inchiesta giornalistica e un esperimento che, se riuscisse, rinforzerebbe definitivamente i timori di coloro che vedono in Internet uno strumento incontrollabile e pericoloso: quello di costruire o acquistare un'arma non convenzionale sfruttando informazioni prese in rete. In realtà, i due, mettendosi dalla parte di un qualunque utente curioso e preoccupato, e fornendo allo stesso tempo una puntuale disamina storica di documenti, dichiarazioni e risoluzioni ufficiali sulle armi di distruzione di massa prodotti negli ultimi anni, fanno qualcosa di più: vanno alla ricerca dei tasselli che compongono la "società della paura". Una società in cui il nemico non ha volto, è imprevedibile e soprattutto potrebbe essere chiunque visto che, sostengono le numerose e funeree cassandre del futuro prossimo venturo, basta un ricettario scaricato dalla rete, uno scantinato, una vasca da bagno e l'arma, chimica, biologica o nucleare che dir si voglia, è pronta all'uso.
Su questa traccia essenziale, nel libro di Coppola e Sturloni, si inseriscono una serie di sottotrame, di narrazioni popolate da piloti di elicotteri pronti a riversare chili di antrace su una delle maggiori metropoli del globo, di terroristi predestinati fin dalla loro infanzia a farsi esplodere con bombe alimentate da materiale radioattivo. Ma al centro della vicenda in realtà c'è una sola protagonista: la tecnoscienza, quel misto tra scienza e tecnologia in cui non solo non si riconosce più chiaramente la natura del rapporto che sussiste tra i due campi, ma di cui non si intravede ormai neanche in modo chiaro l'autonomia dal resto della società. Non a caso è ad essa, come mettono in evidenza Coppola e Sturloni, che attinge spesso l'immaginario collettivo per trovare ragioni e spiegazioni delle proprie paure. E paradossalmente nel timore che chiunque possa trovare gli ingredienti e le nozioni per costruire armi biologiche e chimiche, la tecnoscienza mostra la sua ormai decisiva presenza nella vita quotidiana come forse mai era accaduto in passato. Su questo aspetto "Armageddon Supermarket" mostra probabilmente il suo maggior punto di forza: nel mettersi dalla parte dei timori del pubblico pur giungendo a una conclusione che non mette affatto alla berlina la scienza e la tecnologia. Per scoprire che in fondo anche la paura può essere un affare, anche la paura può produrre dei profitti.
Tutti i diritti degli articoli della rassegna stampa di sironieditore.it di proprietà dei rispettivi autori/testate/siti.
Testo riprodotto unicamente a scopo informativo.

Acqua fresca?
di Silvio Garattini
Galápagos
"L'idea fondamentale. Intervista a Fabio Toscano" di Carlo Silini, Corriere Ticino
"Il cervello geniale che valeva per due" di Giulia Villoresi, Il Venerdì di Repubblica
"Come funzionava la testa di Leonardo" di Giovanni Caprara, Sette, Corriere della sera

Sironi Editore è un marchio di Alpha Test srl
via Mercalli 14 - 20122 Milano
tel. 02 5845981 - fax 02 58.45.98.96