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Al supermercato della paura
Fabio G. Rando, Lo scaffale di Galileo, 18.06.2003
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Armi di distruzione di massa: negli ultimi mesi, le radio, i giornali e le tv occidentali ne hanno parlato così tanto che abbiamo finito per dare per scontato che un attentato con gas tossici o virus letali fosse imminente, altamente probabile, praticamente certo. "L'unico interrogativo non è se il terrorismo colpirà l'America, ma quando", aveva detto Dick Cheney, vicepresidente della Casa Bianca, sulle macerie di Ground Zero appena sgomberate. Da allora, il tam tam istituzionale e mediatico non ha fatto che alimentare il senso di minaccia finché nessuno ha più osato dubitare che mettere le mani su un'arma di sterminio fosse facile, alla portata di chiunque. In fondo - ci hanno ripetuto fino alla noia - le conoscenze tecniche e gli ingredienti di base si potrebbero acquisire persino su Internet, il supermercato dell'Apocalisse per il terrorista fai-da-te.

Per esorcizzare la paura, l'Occidente ha mosso gli eserciti in una guerra "preventiva" prima contro l'Afghanistan poi contro l'Iraq, sospettati di dar rifugio ai terroristi e nascondere armi di sterminio. Ma nei deserti del Medio Oriente di batteri patogeni o gas mortali non si è trovata traccia. Il terrorismo è vivo e vegeto, ma i martiri di Allah continuano a preferire il tritolo. Perché? Forse perché costruire un'arma di distruzione di massa non è così semplice come ci hanno raccontato: non è vero che per un ordigno nucleare basta rivolgersi alla mafia russa; non è vero che i germi letali possono essere ordinati per posta; né che per sintetizzare un gas tossico ci si arrangia anche con un apparato rudimentale.

Con questo libro-inchiesta, gli autori sollevano il velo sulle bugie della "società della paura", per capire se il timore delle armi di distruzione di massa sia fondato, chi lo alimenta, e perché. Spiegano che cosa sono le armi chimiche, biologiche e nucleari, come possono essere costruite, chi le possiede davvero e come le userà. E così facendo sfatano il mito che chiunque possa coltivare l'antrace nella vasca da bagno, o assemblare una bomba atomica in cantina. Perché il "club dei distruttori di mondi" è un club molto esclusivo, i cui membri non sono terroristi straccioni ma gli stessi Stati sovrani che nelle società occidentali del post 11 settembre usano le nostre paure per dare un nome - di volta in volta diverso a seconda delle convenienze - ai loro nemici.
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Testo riprodotto unicamente a scopo informativo.

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