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Perché ci piace la musica | | Orecchio, emozione, evoluzione |  |
«Ninnananne, melodie per rilassare, musica che
crea un’atmosfera di paura o allegria, ma anche
canzoni per far passare la tristezza e distrarsi in un
momento di tensione: ciascuno di noi conosce
questi meccanismi, anche se non ci ha mai pensato.
Quindi, nell’attesa che la scienza sveli il
mistero del piacere che proviamo per la musica,
noi, musicisti o semplici ascoltatori, possiamo continuare
a goderne quando ne abbiamo voglia, a
usarla per mettere a letto un bambino, farci un
bagno serale o goderci un film. Lo diceva anche
Elvis Presley: “Io non so niente di musica. Nel mio
campo puoi anche farne a meno”.»
È vero che Mozart rende più intelligenti?
Perché nei ristoranti di lusso si ascolta
musica classica? È possibile che alle
mucche piaccia l’opera e agli squali
Barry White? Cosa c’entra la chitarra di
Jimi Hendrix con il suo sex appeal?
Secondo Darwin, per i nostri progenitori
la musica era una tecnica di corteggiamento
che avrebbe poi dato luogo alle
parole. Per altri, il ruolo evolutivo della
musica sarebbe pari a quello di una deliziosa
torta alla panna: esattamente
nullo. Quel che è certo è che, con gli
effetti più diversi e controversi, la ascoltiamo
proprio tutti.
Dai Neanderthal ai Metallica, da
Pitagora alle neuroscienze, Perché ci
piace la musica fa il punto sulla capacità
dei suoni di emozionare e di curare,
descrivendo le forme dell’evidente propensione
umana per quest’arte: un
oggetto di curiosità, di fascinazione e
poi di indagine scientifica.
Codice ISBN: 978-88-518-0075-8 Pagine: 224 Prezzo di copertina: € 14,90 Prezzo scontato 10%: € 13,41
Silvia Bencivelli, medico, fa parte della redazione di
Radio3 Scienza, trasmissione
quotidiana di Rai Radio3. Collabora inoltre con l’agenzia di giornalismo
scientifico ZadigRoma scrivendo
per riviste e quotidiani, ed è autrice
di testi scolastici. |  |
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